Consigli utili per decapare il legno

Con l’avvento delle mode come la shabby chic e la country chic (solo per citarne alcune) che insieme formano il ben noto stile shabby, in molti sono ricorsi a una cura particolare del proprio arredamento. Sempre più persone, infatti, preferiscono ostentare una linea mobiliare dall’aria vetusta, antica, capace di trasmettere all’osservatore la cosiddetta “atmosfera polverosa”, rimandante a tempi oramai passati e che non potranno mai più essere rivissuti. Tuttavia, è doveroso sottolineare che l’acquisto di un mobile antico può arrivare a toccare una cifra tutt’altro che economica; ecco perché, grazie a una tecnica di recente riscoperta dagli artigiani e utilizzata da una vasta gamma di amatori, è possibile ottenere una grazia affine, se non identica, a quella degli oggetti antichi.

Di cosa stiamo parlando? Del decapaggio del legno, ovviamente!

Si tratta di una pratica piuttosto remota, risalente a qualche secolo fa. Il termine decapare sta a significare una rimozione dello strato superficiale della vernice, quest’ultima usata per colorare un mobile, o un oggetto qualsiasi che si è intenti a restaurare o a far apparire “più vecchio di quello che è”, per farla breve. Al tempo, il decapaggio veniva usato come tecnica di prevenzione, giacché i mobili, in antichità (anche ai giorni nostri, a dire il vero), erano spesso bersagliati dai fastidiosi tarli. Così adoperando, le fessure incavate nel legno e i pori che lo stesso esibiva per natura o meno, venivano aperti e repleti con una mano di calce: insomma, un’opera di disinfestazione che allontanava ogni minaccia.

Col trascorrere dei secoli e col mutare delle usanze, oltre che dello stile di vita, quest’antico esercizio di prevenzione è stato dapprima abbandonato e dappresso riesumato con tanto di adattamento ai giorni nostri. Sì, perché di rado il decapaggio del legno viene usato in quanto azione disinfestante! Oggi, è perlopiù sfruttato allo scopo di abbellire oggetti e articoli fondamentali dell’arredamento, grazie all’ornamento antico che permette di affibbiare a ogni pezzo d’artigianato, se ritenuto “troppo moderno” per i propri gusti.

Ma entrando nel dettaglio: di quali strumenti bisogna essere muniti per effettuare, al meglio, un simile lavoro di manodopera?

In realtà, la risposta alla domanda legittima, è piuttosto semplice, e soprattutto condita da una buona notizia che, in era di crisi, non fa mai male sentire: ogni oggetto elencato sarà facilmente reperibile e non porterà via importanti risorse economiche. Per eseguire un perfetto decapaggio del legno, è bene disporre dei seguenti materiali: stucco, carta vetrata, lana d’acciaio (possibilmente a grana extra), spazzola metallica, vernice acrilica sia chiara che scura per gli effetti visivi, pennello piatto, guanti protettivi e occhiali.

Una volta ottenuti tutti gli oggetti sopra elencati, passiamo alla guida vera e propria: breve, chiara e concisa su come decapare il legno! Prima di procedere, un essenziale avvertimento: siccome lo strato che sarà asportato con pazienza è costituito da pura vernice, potrebbero innalzarsi polveri sottili potenzialmente nocive; grazie ai guanti e agli occhiali di protezione, nessuna sostanza si depositerà direttamente su quelle specifiche zone del corpo; è ad ogni modo preferibile esercitarsi nel decapaggio del legno all’aria aperta, o quantomeno, in una sala dalla buona ventilazione, così da estraniare rischi e pericoli.

  • Per il primo passo, ci sarà indispensabile la carta vetrata; dovremmo passarla sull’intero oggetto, in modo da disincrostare lo strato di vernice che abbiamo intenzione di eliminare.
  • Successivamente, qualora l’articolo in questione dovesse essere danneggiato o usurato, lo stucco sarebbe di aiuto sostanziale, perché dovremmo usarlo per riempire i fori e le crepe.
  • Durante il terzo passaggio, dovremmo spazzolare la superficie incriminata nello stesso orientamento della curvatura del legno; seguitamente, dovremmo intingere la lama d’acciaio nella pasta di cera chiara e spalmarla sull’oggetto in entrambe le direzioni. Dopodiché, il lavoro va tenuto ad asciugare per circa mezz’ora.

Alla fine, ci basterà impregnare la lama d’acciaio di cera scura e, a seconda dell’effetto a cui stiamo mirando, rimuovere la medesima bianca spalmata in precedenza. E non dobbiamo di certo dimenticarci dell’ultima passata di lucido! Grazie a essa, saremo in grado di ottenere “un pezzo d’antiquariato” che si addice ai nostri gusti,